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Pediculosi

Con il termine pediculosi ci si riferisce ad una infestazione causata dalla presenza di pidocchi, piccoli insetti senza ali (quindi non volano) che, grazie a dei piccoli uncini presenti sulle zampe, riescono ad attaccarsi ai peli o ai capelli e pungono la cute lasciando una sostanza irritante che genera prurito.

I pidocchi sono dei parassiti, significa che vivono a “spese”, a discapito dell’ospite e senza un ospite non possono sopravvivere. Il contagio avviene per contatto diretto, quindi tra persona e persona o tramite oggetti: asciugamani, pettini, lenzuola, sciarpe. Sono tre i tipi di pidocchi che infestano l’uomo: pidocchio del capo (il più frequente), pidocchio del pube e pidocchio del corpo. Durante il loro ciclo vitale le femmine depongono le uova, chiamate lendini, che sono attaccate al capello o al pelo con una loro colla naturale che rende difficile staccare le uova, che appaiono opalescenti e allungate. Dalle uova si schiude l’insetto adulto che ricomincia il ciclo vitale con accoppiamento e deposizione di nuove uova. Il pidocchio del capo si localizza frequentemente dietro le orecchie o sulla nuca e colpisce più frequentemente i bambini. L’insetto passa da un ospite all’altro o con il contatto diretto o tramite sciarpe, cuscini, pettini, cappelli, fermagli per capelli.

I pidocchi del capo sono identificati pettinando i capelli bagnati con pettine a denti fitti (distanza dei circa 0,2 mm), le uova sono ben visibili, bianche, allungate e non si rimuovono con una semplice pettinata (da non confondere con la forfora). In linee generali il trattamento della pediculosi del capo consiste nell’uso di prodotti che eliminano i parassiti adulti e le uova. Con l’aiuto di una lente d’ingrandimento e in un ambiente intensamente illuminato è possibile rimuovere manualmente i pidocchi e le lendini.

Come da indicazioni del Ministero della Salute il trattamento indicato è: lavare i capelli con uno shampoo specifico (per es. a base di permetrina o di malathion) e risciacquare con aceto (100 gr. in un litro di acqua calda); dopo il trattamento con acqua e aceto tiepidi, ispezionare nuovamente il capo e staccare manualmente con pazienza tutte le lendini rimaste, servendosi anche di un pettine fitto, pettinando accuratamente ciocca per ciocca, partendo dalla radice dei capelli. Ripetere il trattamento dopo 8 giorni per eliminare definitivamente altri residui di uova. Importante è anche il trattamento degli oggetti: disinfettare le lenzuola e gli abiti, che vanno lavati in acqua calda o a secco, (in particolare i cappelli), oppure lasciare gli abiti all’aria aperta per 48 ore (i pidocchi non sopravvivono a lungo lontani dal cuoio capelluto), lasciare all’aria aperta anche pupazzi o peluche venuti, eventualmente, a contatto con la persona infestata; lavare e disinfettare accuratamente pettini e spazzole. Gli elementi che non possono essere lavati possono essere inseriti in sacchetti di plastica chiusi ermeticamente per due settimane per uccidere i pidocchi, che vivono solo circa 10 giorni. Il trattamento è utile solo per trattare le infestazioni e non per prevenirle.

Non è possibile prevenire una infestazione né tanto meno l’uso dei prodotti in una prima infestazione rende immuni da una possibile reinfestazione. È importante insegnare delle precauzioni: evitare a scuola o in palestra di ammucchiare i propri vestiti con quelli di altri, scambiarsi asciugamani, pettini, fermagli o indumenti. In caso di infestazioni a scuola, controllare tutti i membri della famiglia (adulti compresi).

Il pidocchio del corpo è molto simile al precedente per forma e modalità di trasmissione: si localizza su spalle, glutei e addome, e sopravvive sugli indumenti infestati. Il trattamento è sintomatico, quindi contro il prurito e le eventuali sovra infezioni cutanee. Sono presenti piccoli punti rossi (per i morsi dell’insetto) e segni di grattamento. Non ci sono trattamenti locali poiché il pidocchio vive nell’abbigliamento, quindi lavare i vestiti e la biancheria e asciugarla ad almeno 65° C o lavaggio a secco e stiratura dei vestiti o, sostituirli. È veicolo per la trasmissione di altre patologie, tra cui febbre ricorrente e tifo epidemico. Colpisce prevalentemente persone disagiate che non vivono in ambienti salubri.

Il pidocchio del pube, detto piattola poiché di forma schiacciata, si trasmette per via sessuale negli adolescenti e negli adulti, e possono essere infestati i bimbi per contatto con i genitori. Può anche essere trasmesso tramite asciugamani, abbigliamento, biancheria. I sintomi sono prurito intenso nelle zone intime, poco frequentemente sono presenti macchie grigio bluastre su tronco, glutei e cosce. Questo pidocchio può infestare le ciglia, con prurito, bruciore e irritazione degli occhi. Nel caso di infestazione delle ciglia, i parassiti e le uova vanno rimossi con l’uso di pinzette, previa applicazione di vasellina. Il trattamento è simile a quello della pediculosi del capo, quindi prodotti scabicidi topici.

Con affetto

Dr.ssa Francesca Palmitessa

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